giovedì 4 novembre 2010
GRAZIE RAI. LASCIAMI UNA CANZONE MA ANCHE DEI PARGOLI VERI
"Mercoledì 28 u.s. , “zappando” (licenza poetica) col solito telecomando delle sere inutili alla ricerca dell' unica finestra che questa Provincia ci lascia aprire sul mondo, mi sono imbattuto nella trasmissione più intelligente, magniloquente, acculturante, esemplare, e via dicendo e via dicendo, che mai, Mamma RAI, dopo la consociata Mediaset campione di “Grande Fratello”, ci abbia regalato: “Ti lascio una canzone”. Da tagliarsi le vene. Per lungo e di traverso. E da tagliare i versamenti di canone. Il concetto sarebbe più che condivisibile: lasciamo in eredità alle nostre future generazioni capolavori di Battisti, De Andrè, Mina, Mogol, Lauzi, Battiato ecc. ecc. Ma vedere una cerchia di mummie liftate presentare e giudicare gagliardamente, come fossero ad Holliwood, quattro porelli infanti imbellettati e sbattuti su un palco luccicante a scimiottare i Grandi da genitori desiderosi di patetiche quanto irraggiungibili rivincite personali, e da manager alla Bennato, è stato il top. Complimenti comunque ai pargoli per le indubbie doti canore. Ma, a sipario chiuso, vediamo almeno di non lamentarci più a tutto tondo dei ragazzini,delle loro bravate, del bullismo, dell' incomunicabilità generazionale o, peggio, dei bollettini di guerra stile Avetrana. Si vuole crescerli precocemente perchè diventino delle star e far seguire loro i modelli che i media stanno promuovendo a tutto spiano? Bene: mandiamo sotto i fari di uno studio televisivo una dodicenne taroccata, in minigonna e con i tacchi. Di certo, anche se scenderà vincitrice dall'auditorium per la gioia di babbo, mamma e nonni, troverà immediatamente un lupo cattivo che l'accompagnerà nel bosco. Se non peggio. Oppure agghindiamo un biondino pre-adolescente e facciamogli ugolare sotto gli spot “Dieci ragazze per me posson bastare”. Qualche ex politico romano di dubbi gusti gli spiegherà immediatamente chi era Farinelli. E lui non saprà nemmeno se gli sarebbe bastata una ragazza. Considerazioni. Ma se si continuerà da un lato a promuovere trasmissioni spazzatura su cui sbavare per piacere del gossip e dell'emulazione e dall'altro a sperare in un gagliardo futuro per giovani aspiranti peripatetici non lamentiamoci più per la mancanza di lavoro o di rassicuranti immagini di famiglie stile mulino bianco. Io ho bisogno di aggiustare un cancello, di ripristinare un water, di intervenire su un vetusto impianto elettrico e di cambiare una serratura. Non trovo nessuno disposto a farlo. Sono tutti là a cercare di lasciarmi una canzone della quale mi frega poco o nulla (dipende dal water) ed a rovinare delle generazioni cui lasceranno solo “Un grande futuro dietro le spalle” (V. Gassman)."
Giorgio Barberis
Giorgio Barberis
martedì 26 ottobre 2010
GIORGIO BARBERIS nominato DIRETTORE DELL'ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI CUNEO
venerdì 15 ottobre 2010
MOSTRA PERSONALE DI CORRADO GRAPPEGGIA, POIRINO (TO) dal 23 al 24 ottobre 2010 presso VILLA CA DEL'BOSCO (accanto al Municipio)
Vi aspettiamo numerosi.
*****
per info:
rivolgersi alla Segreteria del Comune di Poirino (TO)
eventualmente contattare l'artista al numero 349/8946510
siti ufficiali:
www.comune.poirino.to.it
www.corradograppeggia.blogspot.com
www.giorgiobarberiscriticodarte.blogspot.com
mercoledì 6 ottobre 2010
I EDIZIONE CONCORSO ARTISTICO INTERNAZIONALE TOTA VIRGINIA 20 – 21 NOVEMBRE 2010
Associazione Culturale “Per Serralunga”, Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Serralunga (CN)
I EDIZIONE CONCORSO ARTISTICO INTERNAZIONALE
TOTA VIRGINIA
20 – 21 NOVEMBRE 2010
Soavemente incorniciato dai vigneti di Serralunga d’Alba, sulla sommità delle colline del Barolo, l’Antico Podere Tota Virginia, sede di questa prima importante edizione del concorso dedicato alle arti visive, è diventato un albergo ( con ristorante, solarium, piscina ed ogni genere di confort) realizzato nella parte rustica del cascinale Virginia. Il tutto conservando l’architettura in mattoni antichi, tipica dei casali di inizio secolo, impreziosita da numerosi insert di storica pietra di Langa ricercati ed applicati con molta pazienza ed estrema conoscenza dal proprietario : il geometra Roberto Ferrero. Il quale, con questa operazione, non solo ha voluto portare “alla luce” la variopinta base pietrificata che , da secoli, alimenta le terre da barolo, ma ha anche voluto ricordare una delle prime donne, Tota Virginia appunto, che si è dedicata alla cultura del più noto vino di Langa, omaggiando così sia la perspicace antenata sia tutta l’altra metà del cielo che oggi opera, sempre più numerosa, in questo pregevole quanto difficile campo della vinificazione. Valorizzando, in questo modo, struttura e concetti calati in un’atmosfera luminosa e forti di una vista dominante sulle colline e sul castello di Castiglione Falletto nonchè caratterizzando l’ensemble con un sentimento di calda ospitalità e di tranquillità, classici di un significativo riferimento alla tradizione langarola, con un tocco di fantasia e creatività.
TOTA VIRGINIA. UNA DONNA DI LANGA
Virginia Ferrero nacque a Torino il 15 giugno del 1865 da Giacomo Ferrero e Teresa Gabutti, entrambi originari di Serralunga d’Alba. Era, quella dei Ferrero, una famiglia abbastanza agiata che, pur vivendo a Torino, trovava il modo di seguire quel po’ di terra e di vigneti del paese d’origine, Non è difficile immaginare, quindi, come fossero importanti per Virginia Ferrero quelle prime vendemmie e la successiva produzione del vino. Di lei non si possiede molta documentazione scritta: la stessa storia del vino Barolo è tutta da scrivere e nessuno ha pensato bene di raccogliere testimonianze di quel periodo storico. Ma una cosa è certa: tra la gente della zona del Barolo, tra i vecchi contadini di Serralunga, tra le famiglie dei barolisti il ricordo di Virginia Ferrero, di Tota Virginia, è ben fermo e presente. E’ un ricordo carico d’ammirazione e di rispetto per una donna a cui mancavano solo i pantaloni, non di certo il coraggio e la determinazione. Era una manager d’altri tempi, un esempio d’emancipazione femminile in un settore, come quello del vino, fortemente caratterizzato da figure maschili. Già sul finire dell’Ottocento la troviamo in pianta stabile a Serralunga per eseguire direttamente la produzione del vino, in questo per niente aiutata dal fratello Francesco, detto Cichin, che era uno spirito “scapestrato e amante del buon vivere”, l’esatto opposto della volitiva e gran lavoratrice Virginia. Rimasto vedovo il fratello, Tota Virginia accoglie nella sua casa i cinque nipotini garantendo loro non solo il sostentamento ma un’adeguata educazione scolastica e un’infanzia agiata, se confrontata con i miseri livelli di vita dei contadini langaroli nei primi anni del secolo. Queste possibilità derivavano dalla capacità di Virginia di incrementare la produzione e la commercializzazione del suo vino. Fu una continua espansione, non solo dal punto di vista patrimoniale, ma anche dei volumi produttivi. Anno dopo anno, Tota Virginia venne a possedere diversi fabbricati agricoli e oltre 40 giornate piemontesi di vigneti; nello stesso tempo la sua cantina acquisiva uve dai vignaioli della zona fino a produrre quasi 6000 brente di vino, l’equivalente di circa 3000 ettolitri. La lunga fila di carri carichi d’uve che nel periodo vendemmiale si snodavano dinanzi alla Cantina Ferrero è un ricordo ancora vivo nella memoria degli anziani del paese. Sulla porta della Cantina, in frazione Baudana dinanzi alla chiesetta di San Rocco, Tota Virginia commentava le uve d’ogni conferitore, un vero e proprio esame. Sì, proprio così, portare le uve a Tota Virginia era come andare ad un esame e la sera prima, nelle aie, sotto i porticati, si faceva la ripulitura grappolo per grappolo per non dover subire pubblici rimbrotti. La produzione era ampia e differenziata, si passava dal Barolo al Barbera, dal Dolcetto alla Bonarda, dalla Favorita al Brachetto e, pur essendo in quel periodo maggiormente venduta in damigiane o fusti, si caratterizzava già per un buon listino di prodotti imbottigliati. Dagli anni Venti agli anni Quaranta l’azienda di Virginia Ferrero conosce il massimo della sua espansione, e la Tota, malgrado l’età, mantiene un cipiglio di tutto rispetto e finanziariamente ha una notevole solidità, se è vero – come si dice – che vorrebbe acquisire la Fontanafredda dopo il fallimento. Cura personalmente i rapporti con la clientela e spesso con il suo calesse si avventura in viaggi in Svizzera, oltrepassando le Alpi con le strade di quei tempi, nella più vicina Francia, nei ristoranti di Nizza e Montecarlo, a Genova, Torino e Milano. Del resto, a lei non mancava la capacità di facilitare i rapporti umani, essendo dotata di un’intraprendenza cordiale e di una grande carica comunicativa. Gli albesi poi la conoscevano bene: la vedevano arrivare, sempre con il suo calessino, il sabato, giorno di mercato; due chiacchere con i viticoltori in piazza Savona, una visita alla banca dove depositava un bel mazzo di banconote sino a quel momento custodite sul seno, e – per finire – a pranzo all’Hotel Savona, sempre a discutere d’affari con gli altri produttori amici. Ai Baudana seguiva direttamente le operazioni di cantina, evadeva la corrispondenza, teneva la contabilità e trovava pure il tempo di chiedere informazioni su questo e su quello a tutti coloro che passavano davanti alla cantina. Sosteneva, infatti, che la furbizia necessita della curiosità e lei possedeva sia l’una che l’altra; era un vero bollettino langarolo aggiornato su tutti i movimenti di proprietà, sui prezzi, sui problemi tecnico-agricoli, finanche sulle vicende familiari.
IL CONCORSO
REGOLAMENTO
Il tema del concorso è incentrato sulla figura di TOTA VIRGINIA e sugli “Aspetti caratteristici, vita ed ambiente di Serralunga d'Alba, delle Langhe e dell'attività di collina con particolare riferimento all'azione dei Produttori”.
La manifestazione sarà divulgata tramite media, cartacei e brochure a livello internazionale
Il concorso è libero a tutti e prevede la proposizione di tutte le tecniche (pittura, scultura, grafica, videoinstallazioni ed altro attinente alle arti visive)
la bollatura di tele, cartoni, etc... avrà luogo al momento della consegna delle opere, presso l'Hotel Tota Virginia, da lunedì 15 a sabato 20 novembre dalle ore 9 alle ore 18,00, domenica 21 novembre dalle ore 9 alle ore 12;
la quota di partecipazione, a copertura delle spese di organizzazione, è fissata in euro 20,00 per la sola partecipazione al concorso ed in euro 50 se si intende partecipare al pranzo degli artisti previsto per domenica 21 novembre giorno della premiazione (E' prevista la possibilità di adesione al convivio artistico anche ad amici e parenti previa prenotazione )
ogni espositore potrà aderire con una od al massimo due opere, attinenti al tema in concorso;
le opere potranno anche essere realizzate nelle giornate sopra indicate;
le opere in concorso della sezione tecniche pittoriche dovranno essere firmate e decorosamente incorniciate, munite di attaccaglia centrale, con dimensioni non superiori al 100 x 100; altre tecniche saranno installate a cura degli autori con la supervisione della giuria;
la giuria appositamente costituita esaminerà i lavori esposti, sui quali esprimerà il proprio inappellabile giudizio, assegnando i premi;
la premiazione avrà luogo domenica 21 novembre 2010 alle ore 16 presso la sede espositiva
le opere premiate nella sezione acquisto resteranno di proprietà dell'organizzazione;
la partecipazione al concorso implica la più completa accettazione del presente regolamento;
gli organizzatori della manifestazione declinano qualsiasi responsabilità per l’eventuale perdita, furto, incendio od altri incidenti dovuti a causa di forza maggiore o per qualsiasi altra ragione, prima, durante e dopo la manifestazione stessa.
Le opere in restituzione potranno essere ritirate nel corso della giornata di premiazione e, comunque, entro e non oltre il giorno giovedì 25 novembre previa comunicazione telefonica.
1
PREMI ACQUISTO
1? premio – premio Tota Virginia, euro 1.200,00
2? premio – premio giuria, euro 1.000,00
3? premio – premio critica, euro 800,00
4? premio euro 600,00
5? premio euro 400,00
ALTRI PREMI (NON ACQUISTO)
Dal 7?al 10? premio pergamena e selezione vini offerta dai Produttori
La giuria sarà composta da esponenti istituzionali, imprenditoriali ed esperti d’arte qualificati.
TUTTI I PARTECIPANTI SARANNO OMAGGIATI CON UN ATTESTATO DI PRESENZA
A nome degli Enti organizzatori si ringraziano gli artisti che interverranno alla manifestazione pittorica e si porge un cordiale …A presto....
All'Antico Podere Tota Virginia di Serralunga d'Alba (CN)
Info ed iscrizioni: Antico Podere Tota Virginia- Località Baudana, 69
Serralunga d'Alba (CN) Italy
Tel. +39 0173613026 – fax +39 0173613835
E mail : info@totavirginia.com
web: www.totavirginia.com
Il responsabile organizzativo: Roberto Ferrero
PRODUTTORI SPONSOR
PRODUTTORE COGNOME NOME
AZELIA SCAVINO Luigi
GIOVANNIROSSO ROSSO Davide
GIGIROSSO ROSSO Maurizio
MANZONE PAOLO MANZONE Paolo
BAUDANA LUIGI VAIRA
PIRA PIRA Giampaolo
GIORDANOVINI GIORDANO Ferdinando
MASSOLINO MASSOLINO Franco
SCAVINO PAOLO SCAVINO Enrico
CAVALLOTTO CAVALLOTTO Alfio
CANTINE CUCCO MONDINO Sara
PALLADINO PALLADINO Maurilio
FONTANAFREDDA TAVELLA Monica
BATASIOLO FARINETTI Flavio
BOSCHIS BOSCHIS Chiara
VIETTI CORDERO Mario
GERMANO ETTORE GERMANO Sergio
CASCINA BRUNI VEGLIO Cristiano
GEMMA CANTINE BARBERO Giorgio
OBERTO OBERTO Fabio
BOASSO Boasso Franco
FONTEROSA Pira Giorgio
ANSELMA Anselma Giacomo
ASCHERI ASCHERI Matteo
GUIDO PORRO PORRO Guido
EREDI VIRGINIA FERRERO FERRERO Mariangela
CORDERO DI MONTEZEMOLO CORDERO Elena
I EDIZIONE CONCORSO ARTISTICO INTERNAZIONALE
TOTA VIRGINIA
20 – 21 NOVEMBRE 2010
Soavemente incorniciato dai vigneti di Serralunga d’Alba, sulla sommità delle colline del Barolo, l’Antico Podere Tota Virginia, sede di questa prima importante edizione del concorso dedicato alle arti visive, è diventato un albergo ( con ristorante, solarium, piscina ed ogni genere di confort) realizzato nella parte rustica del cascinale Virginia. Il tutto conservando l’architettura in mattoni antichi, tipica dei casali di inizio secolo, impreziosita da numerosi insert di storica pietra di Langa ricercati ed applicati con molta pazienza ed estrema conoscenza dal proprietario : il geometra Roberto Ferrero. Il quale, con questa operazione, non solo ha voluto portare “alla luce” la variopinta base pietrificata che , da secoli, alimenta le terre da barolo, ma ha anche voluto ricordare una delle prime donne, Tota Virginia appunto, che si è dedicata alla cultura del più noto vino di Langa, omaggiando così sia la perspicace antenata sia tutta l’altra metà del cielo che oggi opera, sempre più numerosa, in questo pregevole quanto difficile campo della vinificazione. Valorizzando, in questo modo, struttura e concetti calati in un’atmosfera luminosa e forti di una vista dominante sulle colline e sul castello di Castiglione Falletto nonchè caratterizzando l’ensemble con un sentimento di calda ospitalità e di tranquillità, classici di un significativo riferimento alla tradizione langarola, con un tocco di fantasia e creatività.
TOTA VIRGINIA. UNA DONNA DI LANGA
Virginia Ferrero nacque a Torino il 15 giugno del 1865 da Giacomo Ferrero e Teresa Gabutti, entrambi originari di Serralunga d’Alba. Era, quella dei Ferrero, una famiglia abbastanza agiata che, pur vivendo a Torino, trovava il modo di seguire quel po’ di terra e di vigneti del paese d’origine, Non è difficile immaginare, quindi, come fossero importanti per Virginia Ferrero quelle prime vendemmie e la successiva produzione del vino. Di lei non si possiede molta documentazione scritta: la stessa storia del vino Barolo è tutta da scrivere e nessuno ha pensato bene di raccogliere testimonianze di quel periodo storico. Ma una cosa è certa: tra la gente della zona del Barolo, tra i vecchi contadini di Serralunga, tra le famiglie dei barolisti il ricordo di Virginia Ferrero, di Tota Virginia, è ben fermo e presente. E’ un ricordo carico d’ammirazione e di rispetto per una donna a cui mancavano solo i pantaloni, non di certo il coraggio e la determinazione. Era una manager d’altri tempi, un esempio d’emancipazione femminile in un settore, come quello del vino, fortemente caratterizzato da figure maschili. Già sul finire dell’Ottocento la troviamo in pianta stabile a Serralunga per eseguire direttamente la produzione del vino, in questo per niente aiutata dal fratello Francesco, detto Cichin, che era uno spirito “scapestrato e amante del buon vivere”, l’esatto opposto della volitiva e gran lavoratrice Virginia. Rimasto vedovo il fratello, Tota Virginia accoglie nella sua casa i cinque nipotini garantendo loro non solo il sostentamento ma un’adeguata educazione scolastica e un’infanzia agiata, se confrontata con i miseri livelli di vita dei contadini langaroli nei primi anni del secolo. Queste possibilità derivavano dalla capacità di Virginia di incrementare la produzione e la commercializzazione del suo vino. Fu una continua espansione, non solo dal punto di vista patrimoniale, ma anche dei volumi produttivi. Anno dopo anno, Tota Virginia venne a possedere diversi fabbricati agricoli e oltre 40 giornate piemontesi di vigneti; nello stesso tempo la sua cantina acquisiva uve dai vignaioli della zona fino a produrre quasi 6000 brente di vino, l’equivalente di circa 3000 ettolitri. La lunga fila di carri carichi d’uve che nel periodo vendemmiale si snodavano dinanzi alla Cantina Ferrero è un ricordo ancora vivo nella memoria degli anziani del paese. Sulla porta della Cantina, in frazione Baudana dinanzi alla chiesetta di San Rocco, Tota Virginia commentava le uve d’ogni conferitore, un vero e proprio esame. Sì, proprio così, portare le uve a Tota Virginia era come andare ad un esame e la sera prima, nelle aie, sotto i porticati, si faceva la ripulitura grappolo per grappolo per non dover subire pubblici rimbrotti. La produzione era ampia e differenziata, si passava dal Barolo al Barbera, dal Dolcetto alla Bonarda, dalla Favorita al Brachetto e, pur essendo in quel periodo maggiormente venduta in damigiane o fusti, si caratterizzava già per un buon listino di prodotti imbottigliati. Dagli anni Venti agli anni Quaranta l’azienda di Virginia Ferrero conosce il massimo della sua espansione, e la Tota, malgrado l’età, mantiene un cipiglio di tutto rispetto e finanziariamente ha una notevole solidità, se è vero – come si dice – che vorrebbe acquisire la Fontanafredda dopo il fallimento. Cura personalmente i rapporti con la clientela e spesso con il suo calesse si avventura in viaggi in Svizzera, oltrepassando le Alpi con le strade di quei tempi, nella più vicina Francia, nei ristoranti di Nizza e Montecarlo, a Genova, Torino e Milano. Del resto, a lei non mancava la capacità di facilitare i rapporti umani, essendo dotata di un’intraprendenza cordiale e di una grande carica comunicativa. Gli albesi poi la conoscevano bene: la vedevano arrivare, sempre con il suo calessino, il sabato, giorno di mercato; due chiacchere con i viticoltori in piazza Savona, una visita alla banca dove depositava un bel mazzo di banconote sino a quel momento custodite sul seno, e – per finire – a pranzo all’Hotel Savona, sempre a discutere d’affari con gli altri produttori amici. Ai Baudana seguiva direttamente le operazioni di cantina, evadeva la corrispondenza, teneva la contabilità e trovava pure il tempo di chiedere informazioni su questo e su quello a tutti coloro che passavano davanti alla cantina. Sosteneva, infatti, che la furbizia necessita della curiosità e lei possedeva sia l’una che l’altra; era un vero bollettino langarolo aggiornato su tutti i movimenti di proprietà, sui prezzi, sui problemi tecnico-agricoli, finanche sulle vicende familiari.
IL CONCORSO
REGOLAMENTO
Il tema del concorso è incentrato sulla figura di TOTA VIRGINIA e sugli “Aspetti caratteristici, vita ed ambiente di Serralunga d'Alba, delle Langhe e dell'attività di collina con particolare riferimento all'azione dei Produttori”.
La manifestazione sarà divulgata tramite media, cartacei e brochure a livello internazionale
Il concorso è libero a tutti e prevede la proposizione di tutte le tecniche (pittura, scultura, grafica, videoinstallazioni ed altro attinente alle arti visive)
la bollatura di tele, cartoni, etc... avrà luogo al momento della consegna delle opere, presso l'Hotel Tota Virginia, da lunedì 15 a sabato 20 novembre dalle ore 9 alle ore 18,00, domenica 21 novembre dalle ore 9 alle ore 12;
la quota di partecipazione, a copertura delle spese di organizzazione, è fissata in euro 20,00 per la sola partecipazione al concorso ed in euro 50 se si intende partecipare al pranzo degli artisti previsto per domenica 21 novembre giorno della premiazione (E' prevista la possibilità di adesione al convivio artistico anche ad amici e parenti previa prenotazione )
ogni espositore potrà aderire con una od al massimo due opere, attinenti al tema in concorso;
le opere potranno anche essere realizzate nelle giornate sopra indicate;
le opere in concorso della sezione tecniche pittoriche dovranno essere firmate e decorosamente incorniciate, munite di attaccaglia centrale, con dimensioni non superiori al 100 x 100; altre tecniche saranno installate a cura degli autori con la supervisione della giuria;
la giuria appositamente costituita esaminerà i lavori esposti, sui quali esprimerà il proprio inappellabile giudizio, assegnando i premi;
la premiazione avrà luogo domenica 21 novembre 2010 alle ore 16 presso la sede espositiva
le opere premiate nella sezione acquisto resteranno di proprietà dell'organizzazione;
la partecipazione al concorso implica la più completa accettazione del presente regolamento;
gli organizzatori della manifestazione declinano qualsiasi responsabilità per l’eventuale perdita, furto, incendio od altri incidenti dovuti a causa di forza maggiore o per qualsiasi altra ragione, prima, durante e dopo la manifestazione stessa.
Le opere in restituzione potranno essere ritirate nel corso della giornata di premiazione e, comunque, entro e non oltre il giorno giovedì 25 novembre previa comunicazione telefonica.
1
PREMI ACQUISTO
1? premio – premio Tota Virginia, euro 1.200,00
2? premio – premio giuria, euro 1.000,00
3? premio – premio critica, euro 800,00
4? premio euro 600,00
5? premio euro 400,00
ALTRI PREMI (NON ACQUISTO)
Dal 7?al 10? premio pergamena e selezione vini offerta dai Produttori
La giuria sarà composta da esponenti istituzionali, imprenditoriali ed esperti d’arte qualificati.
TUTTI I PARTECIPANTI SARANNO OMAGGIATI CON UN ATTESTATO DI PRESENZA
A nome degli Enti organizzatori si ringraziano gli artisti che interverranno alla manifestazione pittorica e si porge un cordiale …A presto....
All'Antico Podere Tota Virginia di Serralunga d'Alba (CN)
Info ed iscrizioni: Antico Podere Tota Virginia- Località Baudana, 69
Serralunga d'Alba (CN) Italy
Tel. +39 0173613026 – fax +39 0173613835
E mail : info@totavirginia.com
web: www.totavirginia.com
Il responsabile organizzativo: Roberto Ferrero
PRODUTTORI SPONSOR
PRODUTTORE COGNOME NOME
AZELIA SCAVINO Luigi
GIOVANNIROSSO ROSSO Davide
GIGIROSSO ROSSO Maurizio
MANZONE PAOLO MANZONE Paolo
BAUDANA LUIGI VAIRA
PIRA PIRA Giampaolo
GIORDANOVINI GIORDANO Ferdinando
MASSOLINO MASSOLINO Franco
SCAVINO PAOLO SCAVINO Enrico
CAVALLOTTO CAVALLOTTO Alfio
CANTINE CUCCO MONDINO Sara
PALLADINO PALLADINO Maurilio
FONTANAFREDDA TAVELLA Monica
BATASIOLO FARINETTI Flavio
BOSCHIS BOSCHIS Chiara
VIETTI CORDERO Mario
GERMANO ETTORE GERMANO Sergio
CASCINA BRUNI VEGLIO Cristiano
GEMMA CANTINE BARBERO Giorgio
OBERTO OBERTO Fabio
BOASSO Boasso Franco
FONTEROSA Pira Giorgio
ANSELMA Anselma Giacomo
ASCHERI ASCHERI Matteo
GUIDO PORRO PORRO Guido
EREDI VIRGINIA FERRERO FERRERO Mariangela
CORDERO DI MONTEZEMOLO CORDERO Elena
martedì 28 settembre 2010
AL SUD LE DISCARICHE AL NORD I DEPOSITI DI VEICOLI SEQUESTRATI: TUTTO INTASATO, TUTTO INQUINANTE, TUTTO CON COSTI ESORBITANTI PER GLI ITALIANI.
Vecchio o nuovo il codice della strada continua imperterrito a far sequestrare auto per svariati motivi: tutti decisamente anticostituzionali e tutti disastrosamente costosi per l'intera comunità, dannosi per l'economia, frustranti e debilitanti per le migliaia di interessati. Ma ciò che più disturba è il fatto che questi veicoli giacciono per anni nei depositi di custodia giudiziaria senza che nessuno si preoccupi di procedere con le vendite all'asta che potrebbero, se questa è la ratio del legislatore, fare incassare svariati milioni di euro allo stato. In tanti ci siamo domandati il perchè e, in tanti, stiamo intervistando a tappeto depositari, preposti ai controlli stradali, responsabili ministeriali e via dicendo. Risultato? Una strisciante omertà fatta di non so, non ho tempo, è la prassi ed altre risposte simili che fanno pensare, in un'Italia ormai ridotta ad una repubblica delle banane, a qualcosa di meno eclatante della punizione dei trasgressori e rimandano al grande businnes che vi si intravede a corollario. L'unica che è riuscita a cavare qualche ragno dal buco è la collega giornalista Gisella Bianchi di report RAI che ha intervistato il Vice Presidente dell'ASSI e custode giudiziario, un responsabile della Direzione Centrale di Polizia - Ministero degli Interni di Roma, un' impiegata della Prefettura di Milano, un responsabile del Demanio che è l'ente incaricato di licitare o demolire i veicoli, e una “sequestrata”. Dal primo contatto è emerso che ci sono auto bloccate da circa 25 anni, di cui molte – al tempo - quasi nuove, e che le stesse sono ammassate a migliaia nei depositi giudiziari dove, in pochi anni si deteriorano sino alla rottamazione che, comunque, non si vuole fare perchè costosa. Un danno per stato e cittadini, sottolinea il Vice Presidente dell'ASSI, che a tutt'oggi ammonta a centinaia di milioni di euro e che lo stesso, l'unico tra i rappresentanti istituzionali contattati, depreca fortemente. Alla Direzione Centrale di Polizia di Roma si dice invece che, a causa dei lunghi tempi della giustizia (e non certo per colpa della Magistratura n.d.r.), molte pratiche sono anche andate perse quindi non si sa come procedere in merito e che comunque non è compito loro, eseguito il sequestro, il seguire il tutto. Come dire “Ho altro da fare”. Il portavoce della Prefettura di Milano risponde testualmente : “ Purtroppo non c'è la disponibilità di intervista”. Alla domanda della collega : “Come mai?” segue: “Semplicemente perché non si ritiene di doverla fare, perché innanzitutto sono argomenti specifici sui quali non si ritiene di dover fare interviste”. Ci prova, la Bianchi, con il Demanio dove le pratiche del veicolo vengono trasmesse dopo la confisca “ma anche loro non parlano!” L'ultima contattata è la proprietaria di una Jaguar che, ormai rassegnata, attende da anni una comunicazione la quale, pur naturalmente sollecitata anche da diversi avvocati, non arriva mai. Ed intanto il mezzo, praticamente nuovo, attende di passare, se va bene, nelle categorie delle auto d'epoca. Alla fine della via crucis la giornalista viene a sapere che, per risolvere questo dannoso problema, è in via di istituzione la figura del custode acquirente che però esiste ancora solo formalmente perché sostanzialmente le gare non sono state ancora concluse. Ed anche perchè, come riferisce al telefono il Sig. Domenico Goi, altro custode giudiziario, “Io custode acquirente non intendo divenirlo, per adesso. Se le cose cambieranno, e se come imprenditore mi prospetteranno la possibilità di guadagno, allora è chiaro che vorrò fare anch'io l'imprenditore”. In sunto: i sequestri continuano, i depositari vanno bene così perchè tanto l'impegno è pagato dai “sequestrati”, lo stato se ne frega e magari ci vede anche un sistema per aumentare la vendita di veicoli, e se qualcuno vuole pensare di peggio faccia serenamente. “Ma la cosa che più fa arrabbiare – conclude la Bianchi (e non solo lei n.d.r.) è che se i legittimi proprietari non riescono a riprendersi un bene di loro costituzionale proprietà lo Stato, che potrebbe effettivamente rivendere i mezzi, se ne frega e fa rimettere un sacco di soldi a tutti. Tranne che a qualcuno che, invece, ci guazza. Altro bell' esempio che educa il cittadino !” Ma la collega può stare serena perchè molti di noi hanno finalmente deciso di venire a capo di questo rebus e, certamente, ci riusciremo.
Giorgio Barberis – Savigliano (CN)
Giorgio Barberis – Savigliano (CN)
venerdì 17 settembre 2010
GIORGIA CLAIRE. "La vertigine della luce oltre il colore." Caramagna (CN) dal 18 settembre al 3 ottobre, Galleria Espositiva Beata Caterina
"L'autrice si pone tra il Simbolismo orientale, di natura aniconica, e l'Iconismo occidentale, la cui sintesi è fatale perché va ad incidere in chiave trasfigurante sulle immagini che diventano astratte, esattamente come nelle più recenti tendenze artistiche del Novecento Europeo. Le sue opere sprigionano quindi un'area mitteleuropea che le rende appetibili ad un pubblico colto, sensibile e conoscitore delle istanze "moderniste". L'accentuata predisposizione per le forme astratto-geomeriche (derivata indubbiamente dalla sua formazione) ricalca senza dubbio un gusto stilizzante, dando vita all'Astrattismo contemporaneo e alla grande esecuzione di action painting che palesemente la influenza specie nelle grandi tele. Nel caso di Giorgia è anche vero che la ricchezza materica, prodotta integrando la pittura con materiali di varia natura e provenienza, e la pienezza delle paste cromatiche, continuamente reinventate, tradiscono una sicura padronanza di mezzi espressivi, atti a rendere plasticità e volumetria, prerogative del nostro Classicismo ( non è da ignorare che, da persona attenta alla storia dell'arte, ha giustamente subito gli influssi dei grandi Maestri del passato). E non c'è da scervellarsi tanto nel tentativo di forzare una qualunque lettura di tipo razionalistico. Appare infatti evidente che i temi vengano attinti ad una sorgente ininterrotta che sgorga con inesauribile flusso senza arrestarsi mai...la Fantasia, nei suoi lavori particolarmente sbrigliata. Spinta da quell'ineffabile mistero che è la Creatività. Essa viene ad effondere su tele ed altri supporti un'ondata di colori sgargianti che si distribuiscono in modo apparentemente casuale secondo spartiti geometrici difformi, tutti comunque a carattere fitoformico...volute, girali, corsie irregolari e ondulose, angoli insospettati...colori brillanti, sensuali, quasi sempre scelti tra i caldi e non tra i radianti. Passaggi pittorici e scansioni plastiche ardite, quelli della Claire, ma sempre graduati da tonalità piene e luminescenti, soprattutto negli ultimi tempi, dove la sovrapposizione si pulisce e le geometrie più nette parlano di interpretazioni paesistiche, di sensazioni personali, di un es che travalica modi duttori e conduzioni segniche. Il titolo di ogni Opera, quasi sempre basato sul concetto di "insolito", fa palese riferimento ad un espressionismo modernamente rivisitato, ma quel che più importa è il coraggio di avventurarsi in quel suo universo fantastico, e tutto ciò che si può ragionevolmente evincere dalla lettura dei suoi "dipinti", a volte anche scultorei, introduce ad una Cosmogonia Misterica, che solo il "Terzo Occhio", quello dello Spirito, può illuminare e far capire quanto Giorgia sia personale e non riconducibile tou curt ai predecessori cui, per comodità di impianto critico, è sempre stata paragonata."
Giorgio BARBERIS
INFORMAZIONI
ORARIO:
venerdì 14.30/19
sabato, prefestivi e festivi ore 10/13 – 14.30/19
SEGRETERIA MOSTRA E PRENOTAZIONE GRUPPI:
Dario Colombano: 328/3919214
INGRESSO:
free admittance
MOSTRA A CURA DI:
Giorgio Barberis
COORDINAMENTO ARTISTICO:
Giorgio Barberis, Fulvio Berardo
BROCHURE:
In sede
SITI UFFICIALI:
www.comune.caramagnapiemonte.cn.it
www.giorgiaclaire.blogspot.com
Giorgio Barberis, Fulvio Berardo
BROCHURE:
In sede
SITI UFFICIALI:
www.comune.caramagnapiemonte.cn.it
www.giorgiaclaire.blogspot.com
PER LO STATO SIAMO UN POPOLO DI EBBRI ENRICHETTI ?
Ho letto con molta attenzione l'articolo di Antonio Barillà comparso sul n. 30 del 2 u.s. dal titolo “Se la Giustizia non è Giustizia” (come del resto leggo sempre con altrettanta attenzione ed interesse quanto compare su Idea) che, forte di un incipit di grande levatura analitica ed umana, pone a confronto due casi giuridici, ma soprattutto di vita, da assumere ormai ad esempio di un sistema socio-politico decisamente discutibile. Protagonista un provinciale Enrichetto, innoquo trastullone di bottiglia, arrestato e tenuto a lungo in carcere per “guida di bicicletta in stato di ebbrezza” grazie ad una solerte comare e a dei gendarmi alla Deandrè, affiancato dal suo povero cane Pumin che, tristemente, muore per mancanza del padrone. Deuteragonista il nomade Anthony, delinquente patentato il quale, travolta ed uccisa una casalinga con l'auto a chiosa di un inseguimento da parte dei carabinieri, esce dal carcere pochi giorni dopo l'arresto col solo obbligo di firma. Ad interessarsi del caso, naturalmente molto a posteriori, il Ministro e via dicendo su sollecitazione però di un'altra grande firma quale Gramellini. Una storia commovente quella di Enrichetto un dato ormai di fatto quello di Anthony. Un esempio non solo provinciale di dilagante ingiustizia, ben sottolineato da Barillà, e del quale non se ne può più. Un' ingiustizia che, a livello Italia, parte da anni di scontri parlamentari e mediatici, fattisi più cruenti negli ultimi mesi, incentrati sui lodi dei Potenti, sulle loro milionarie proprietà, sulle loro escort, sui trans di turno, sulle cene luculliane per discutere di governo, sulle buffonate inerenti le visite di sudaticci Colonnelli ricattatori, sui sondaggi taroccati su...tutto quello che a noi, poveri Enrichetti e poveri Pumin, non serve e del quale ci può fregare di meno. Un' ingiustizia nascosta dalla tecnica ipnotica degli invasivi gossip, dai falsi dati di allegra ripresa, da milionarie campagne acquisto di calciatori, dalla vetusta ma sempre funzionale strategia del “panem et circenses”. A noi Enrichetti però interesserebbe sapere se possiamo farcela, come Stato e come singoli, a livello economico e di parità sociale in tutti i sensi. E ci interesserebbe anche sapere, per rimanere in tema, se sarebbe possibile evitare che un poveraccio vada in galera per un po' di dolcetto ed un assassino circoli liberamente, che degli onesti lavoratori si suicidino a causa di ottusi e reiterati ritiri di patenti, che normali contribuenti si ritrovino con multe da capogiro ed incostituzionali confische di auto, che a causa di un cds tutt'altro che europeo un vessato padre di famiglia trascorra giorni di carcere per aver portato moglie e figli a prendere una pizza ed una birra. Perchè tutto questo, grazie anche ad una burocrazia menefreghista, elefantiaca e costosa, si rivela una delle tante ingiustizie legali che mette in ginocchio migliaia di persone, contribuisce ad aumentare la crisi dei produttori, a far scendere le immatricolazioni di auto ad affossare un'economia che, certo, florida non è. La remarque non a difesa dell'Anthony di turno, delinquente, etilista o drogato di fatto, che diventa una minaccia globale, ma per reincanalarci, almeno partendo dalla quotidianità, in quell'assunto che recita “La legge è uguale per tutti” e non solo per tanti impuniti che ormai recuperano i disavanzi di cassa con divieti, ammende, controlli a tappeto di piccole imprese e chi più ne ha più ne metta.
Giorgio Barberis
Giorgio Barberis
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